NIS2 dal 2026: gli obblighi in arrivo per le PMI.
La direttiva NIS2 (UE 2022/2555) è la normativa dell'Unione europea sulla cybersicurezza di più ampia portata mai adottata e riguarda molte più aziende rispetto alla precedente. Numerose PMI ritengono ancora che gli ‘obblighi di cybersicurezza’ interessino soltanto i grandi gruppi o le infrastrutture critiche. È un errore che può costare caro. Poiché il recepimento nel diritto nazionale sta diventando operativo gradualmente in vari Stati membri, per molte aziende il 2026 sarà l'anno dell'applicazione concreta. Chi non inizia ora finirà sotto pressione. Questo articolo riassume chi è interessato, quali obblighi si applicano e dove la direzione risponde personalmente.
Chi è interessato dalla NIS2?
La NIS2 distingue tra soggetti ‘essenziali’ e ‘importanti’. Sono determinanti il settore e le dimensioni dell'azienda. In linea generale, le medie imprese con almeno 50 dipendenti o oltre 10 milioni di euro di fatturato annuo che operano in uno dei settori contemplati rientrano nel suo ambito di applicazione.
Tra i settori contemplati rientrano:
- Energia, trasporti, banche e infrastrutture dei mercati finanziari
- Sanità, acqua potabile e acque reflue
- Infrastrutture digitali, fornitori di servizi IT e data center
- Industria manifatturiera (tra cui macchinari, veicoli e dispositivi medici)
- Servizi postali e di corriere, gestione dei rifiuti, chimica e alimentare
Importante: anche chi non rientra direttamente nella NIS2 può essere coinvolto attraverso la catena di fornitura. Le aziende interessate devono valutare la sicurezza dei fornitori e trasferire loro i relativi requisiti.
Gli obblighi principali ai sensi dell'art. 21
Il cuore della NIS2 è l'art. 21: i soggetti interessati devono adottare ‘misure tecniche, operative e organizzative adeguate e proporzionate’ per gestire i rischi per i sistemi informatici e di rete. In concreto, la direttiva richiede tra l'altro:
- Politiche di analisi dei rischi e sicurezza dei sistemi informatici
- Procedure per la gestione degli incidenti di sicurezza (incident response)
- Business continuity, gestione dei backup e gestione delle crisi
- Sicurezza della catena di fornitura e dei fornitori di servizi
- Sicurezza nell'acquisizione, nello sviluppo e nella manutenzione dei sistemi e gestione delle vulnerabilità
- Procedure per valutare l'efficacia delle misure
- Formazione, igiene informatica e uso della crittografia e della cifratura
- Controllo degli accessi, gestione degli asset e autenticazione a più fattori
L'approccio basato sul rischio è decisivo: le misure devono essere adeguate al rischio effettivo dell'azienda. Un pacchetto standard preconfezionato, di norma, non soddisfa i requisiti.
Obblighi di segnalazione e registrazione
La NIS2 introduce termini brevi per segnalare gli incidenti di sicurezza significativi, articolati in più fasi:
- Entro 24 ore: un primo preallarme all'autorità competente o al CSIRT;
- Entro 72 ore: una segnalazione più completa dell'incidente con una prima valutazione;
- Entro un mese: una relazione finale su cause, misure e impatto.
Si aggiunge l'obbligo di registrazione: i soggetti interessati devono registrarsi presso l'organismo nazionale competente e mantenere aggiornati i dati di contatto. Ignorare questi obblighi espone a sanzioni, anche se non si verifica alcun incidente.
Responsabilità della direzione
Una delle novità principali è che la NIS2 chiama espressamente in causa i vertici aziendali. La direzione deve approvare le misure di gestione del rischio, sorvegliarne l'attuazione e può essere ritenuta personalmente responsabile delle violazioni. Sono inoltre previste formazioni periodiche per gli organi direttivi.
Le sanzioni sono considerevoli: per i soggetti essenziali possono raggiungere 10 milioni di euro o il 2% del fatturato annuo mondiale; per i soggetti importanti 7 milioni di euro o l'1,4%. Si aggiungono possibili danni reputazionali e, nei casi gravi, conseguenze personali per i responsabili.
Cosa fare ora
Anche se lo stato del recepimento varia da Paese a Paese, non c'è motivo di aspettare. Questi passi sono utili indipendentemente dalla data esatta di entrata in vigore:
- Chiarire l'applicabilità: verificate in base a settore e dimensioni se e come la NIS2 si applica alla vostra azienda.
- Valutare la situazione attuale: una gap analysis mostra quali misure dell'art. 21 sono già presenti e dove restano lacune.
- Creare una roadmap: date priorità alle misure in base a rischio e impegno, senza affrontare tutto contemporaneamente.
- Definire i processi: incident response, canali di segnalazione e strategie di backup devono essere documentati e collaudati.
- Coinvolgere la direzione: assicurate le decisioni e la formazione necessarie a livello direttivo.
Conclusione
La NIS2 non è un fastidio burocratico, ma una risposta giustificata a una minaccia reale. Per le PMI significa soprattutto iniziare per tempo, procedere in modo strutturato e implementare la sicurezza sul piano tecnico, non soltanto documentarla. Chi inizia presto distribuisce l'impegno, evita costosi progetti dell'ultimo minuto ed è in grado di agire in caso di incidente.
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